Ricerca clinica: aggiornamento sui modelli regionali, dal protocollo Lazio alle iniziative interregionali e al confronto con Toscana e Lombardia

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Si arricchisce il quadro delle iniziative regionali finalizzate al rafforzamento della ricerca e della sperimentazione clinica, con nuovi sviluppi che confermano un orientamento convergente verso modelli strutturati di governance e collaborazione pubblico-privata.

Nel Lazio, con Deliberazione della Giunta Regionale n. 478 del 25 giugno 2026, è stato approvato lo schema di Protocollo d’intesa con Farmindustria e Unindustria, finalizzato alla promozione della sperimentazione clinica sul territorio. Il Protocollo, di durata triennale e senza oneri finanziari diretti, prevede interventi su efficienza e standardizzazione dei processi, promozione di studi clinici (incluso l’utilizzo di Real World Evidence e HTA), formazione del personale e rafforzamento delle sinergie tra sistema sanitario, ricerca e industria. 
In questo contesto, il Lazio si inserisce in una più ampia dinamica interregionale già evidenziata da altri provvedimenti recenti. In particolare, con riferimento allo sviluppo delle terapie avanzate e delle CAR-T, si richiama quanto riportato nella notizia Reg‑News dedicata all’accordo tra Lombardia e Lazio (DGR Lombardia n. XII/6300/2026 e DGR Lazio n. 435/2026), che prevede un modello HUB–SPOKE, la creazione di piattaforme produttive (Cell Factory GMP) e il coordinamento di attività di ricerca clinica e traslazionale.
Analogamente, si rinvia alla notizia Reg‑News relativa alla Regione Toscana (DGR n. 739/2026), che ha sottoscritto un Protocollo d’intesa con Farmindustria volto a semplificare e standardizzare i processi autorizzativi, migliorare l’accesso a dati e campioni biologici e rafforzare la formazione e i tavoli di collaborazione pubblico-privata.
Nel loro complesso, tali iniziative evidenziano un rafforzamento progressivo della governance regionale della ricerca clinica, con modelli sempre più integrati e coordinati tra istituzioni, sistema sanitario e industria, e una crescente attenzione allo sviluppo di ecosistemi avanzati per la ricerca e l’innovazione terapeutica, inclusi gli ambiti delle ATMP e delle CAR-T.

 

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