Lilly accelera in oncologia sugli ADC: fa sua CrossBridge Bio e la tecnologia del dual payload
Lilly continua a investire con decisione nell’oncologia di precisione e rafforza il proprio portafoglio di anticorpi farmaco-coniugati (ADC) con l’acquisizione della biotech texana CrossBridge Bio. L’operazione ha un valore complessivo fino a 300 milioni di dollari, tra pagamento iniziale e milestone legate allo sviluppo.
CrossBridge Bio, azienda biotecnologica con sede a Houston fondata nel 2023, sta sviluppando una nuova tecnologia di ADC a doppio payload originariamente creata da Kyoji Tsuchikama presso l’University of Texas Health Science Center di Houston (UTHealth Houston).
Questa strategia mira a migliorare l’efficacia terapeutica, aumentando la capacità di superare i meccanismi di resistenza e ampliando la cosiddetta “finestra terapeutica”, ovvero il margine tra dose efficace e tossicità.
La società è focalizzata sullo sviluppo di ADC di nuova generazione con il potenziale di trasformare la pratica clinica. Il suo candidato principale, CBB-120, è un ADC a doppio payload TOP1i/ATRi diretto contro TROP2 per il trattamento dei tumori.
È progettato per migliorare l’indice terapeutico e generare risposte più durature rispetto agli attuali ADC diretti contro TROP2, affrontando al contempo i principali meccanismi di resistenza. Secondo l’azienda, questa molecola potrebbe offrire risposte più durature e una maggiore efficacia rispetto alle terapie attuali, pur non essendo ancora entrata nella fase di sperimentazione clinica: l’avvio dei trial sull’uomo è atteso entro l’anno.
La presentazione della domanda di autorizzazione all’avvio della sperimentazione clinica (Investigational New Drug, IND) presso la Food and Drug Administration statunitense è prevista nel 2026.
L’operazione si inserisce in una strategia più ampia con cui Lilly sta costruendo un portafoglio sempre più solido nell’oncologia di precisione, avviata con l’acquisizione di Loxo Oncology nel 2019 e proseguita con ulteriori investimenti in startup specializzate in ADC.
Negli ultimi anni, il gruppo ha già rilevato realtà focalizzate su questa tecnologia, come Emergence Therapeutics e Mablink Bioscience, consolidando una pipeline che oggi include diversi candidati in sviluppo clinico.
Il deal riflette una tendenza più ampia del settore farmaceutico: la crescente competizione per accedere a piattaforme tecnologiche avanzate in grado di migliorare l’efficacia e la selettività delle terapie oncologiche.
In questo contesto, gli ADC di nuova generazione – e in particolare le strategie “dual payload” – rappresentano uno dei campi più dinamici e promettenti della ricerca, con l’obiettivo di rendere le cure sempre più mirate e personalizzate per i pazienti oncologici.