Lancet: Passaggio a bictegravir–lenacapavir vs prosecuzione di B/F/TAF in pazienti HIV‑1 soppressi (ARTISTRY‑2)

Immagine News

 

Lo studio valuta la sicurezza ed efficacia del passaggio a una nuova terapia antiretrovirale in compressa singola a base di bictegravir–lenacapavir, rispetto alla continuazione della terapia standard bictegravir–emtricitabina–tenofovir alafenamide, in persone con HIV‑1 con soppressione virologica stabile.

Si tratta di uno studio clinico di fase 3, randomizzato, multicentrico e in doppio cieco, condotto in diversi Paesi, che ha coinvolto adulti in terapia stabile da almeno 6 mesi. I partecipanti sono stati assegnati a passare alla nuova combinazione o a continuare la terapia in uso per 48 settimane.

I risultati mostrano che, alla settimana 48, la percentuale di pazienti con fallimento virologico è stata molto bassa e simile nei due gruppi, dimostrando la non inferiorità della nuova combinazione. Il profilo di sicurezza e tollerabilità è risultato comparabile tra i gruppi, senza eventi avversi gravi correlati al trattamento.

In conclusione, bictegravir–lenacapavir rappresenta una potenziale nuova opzione terapeutica in compressa singola per persone con HIV‑1 già virologicamente controllate, ampliando le possibilità di trattamento a lungo termine.

Link articolo: Safety and efficacy of switching to bictegravir–lenacapavir versus continuing bictegravir–emtricitabine–tenofovir alafenamide in virologically suppressed people with HIV-1 (ARTISTRY-2): a double-blind, multicentre, randomised, controlled, phase 3, non-inferiority trial - The Lancet HIV

 

Grazie per il tuo feedback!