Eli Lilly sigla accordo con Ajax Therapeutics per accelerare nell'emato-oncologia

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Eli Lilly ha annunciato l’acquisizione di Ajax Therapeutics per un valore complessivo fino a 2,3 miliardi di dollari, rafforzando ulteriormente la propria pipeline in oncologia. L'accordo prevede un pagamento iniziale non reso noto, oltre a milestone legate allo sviluppo clinico e alle autorizzazioni regolatorie.

L’operazione si concentra su AJ1-11095, un inibitore sperimentale di tipo II di JAK2 somministrato per via orale una volta al giorno. Il farmaco è attualmente in fase I per il trattamento della mielofibrosi in pazienti già trattati con inibitori JAK2 di tipo I, un setting clinico in cui resta un bisogno terapeutico significativo.

Tutti gli inibitori JAK2 attualmente approvati per le neoplasie mieloproliferative — come mielofibrosi e policitemia vera — agiscono legandosi alla conformazione “tipo I” della proteina. Questi farmaci hanno migliorato significativamente la gestione della malattia, ma presentano limiti importanti: molti pazienti interrompono il trattamento per perdita di risposta o beneficio non duraturo.
L’approccio di Ajax mira a superare queste criticità. Gli inibitori di tipo II, come AJ1-11095, si legano a una diversa conformazione della proteina JAK2 e potrebbero offrire una risposta più profonda e duratura, un profilo di tollerabilità migliore e un’opzione terapeutica per i pazienti resistenti ai trattamenti attuali.
Lo studio clinico in corso, avviato alla fine del 2024, dovrebbe portare entro il 2026 alla selezione della dose per le fasi successive di sviluppo ed avviare l'iter registrativo.


Una strategia sempre più aggressiva in emato-oncologia
L’operazione su Ajax non è isolata, ma si inserisce in una sequenza ravvicinata di investimenti. Solo la scorsa settimana Lilly ha annunciato un deal da 3,25 miliardi di dollari upfront per acquisire Kelonia Therapeutics e la sua terapia CAR-T in vivo per il mieloma multiplo, mentre poco prima aveva investito 300 milioni di dollari in CrossBridge Bio per rafforzare le competenze negli anticorpi farmaco-coniugati (ADC).
Nel giro di poche settimane, quindi, Lilly ha costruito un portafoglio che copre diverse piattaforme chiave, combinando acquisizioni mirate e investimenti in piattaforme innovative: small molecules, terapie cellulari e ADC, con un chiaro focus sulle neoplasie ematologiche.

Lilly è già presente nell’area JAK con baricitinib, sviluppato con Incyte e approvato in diverse malattie infiammatorie e autoimmuni, tra cui artrite reumatoide e alopecia areata severa.
Con l’acquisizione di Ajax, l’azienda estende questa expertise all’oncologia, puntando a una nuova generazione di inibitori in grado di rispondere a bisogni clinici ancora insoddisfatti.


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