PrEP e prevenzione HIV: il ruolo delle farmacie territoriali (studio pilota in UK)

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Uno studio pilota condotto nel Regno Unito ha dimostrato che le farmacie territoriali possono favorire l’accesso alla profilassi pre-esposizione, intercettando persone che spesso non si rivolgono ai servizi di salute sessuale, ma ha anche evidenziato come la complessità dei passaggi organizzativi tra counselling, test e presa in carico specialistica possa ridurre l’avvio effettivo del percorso preventivo.

Metodi
Utilizzando l’approccio person‑based e il modello COM‑B (Capability, Opportunity, Motivation – Behaviour change), il progetto pilota mirava a migliorare le conoscenze/competenze e la motivazione in materia di HIV/PrEP attraverso attività di sensibilizzazione rivolte ai farmacisti e alla comunità.
La dimensione dell’“opportunità” è stata affrontata integrando le consulenze sulla PrEP nei servizi di farmacia e offrendo kit di auto‑prelievo domiciliare per infezioni sessualmente trasmissibili (IST), HIV e funzione renale. Sono stati previsti incentivi economici per motivare i farmacisti.
I farmacisti avviavano le conversazioni sulla PrEP e fornivano i kit di auto‑prelievo. Le persone interessate ad avviare la PrEP venivano indirizzate ai servizi di salute sessuale, completavano i test e li inviavano al centro per l’analisi. Il personale clinico verificava quindi l’idoneità alla PrEP e la prescriveva da remoto. Le restrizioni di policy del Servizio Sanitario Nazionale (NHS) relative allo stoccaggio in farmacia della PrEP acquistata dal NHS hanno influenzato il modello di erogazione.
La valutazione del progetto pilota si è concentrata sull’impatto della formazione del personale, sul numero e tipo di consulenze e sull’accettabilità e fattibilità del servizio per operatori e membri della comunità.

Risultati
Il progetto pilota è stato condotto in cinque farmacie nelle aree di Bristol, North Somerset e South Gloucestershire tra ottobre 2024 e aprile 2025. In totale, 55 persone (età 18–69 anni; n=23 uomini, n=31 donne, n=1 persona transgender) sono state informate sulla PrEP e hanno ricevuto un’offerta di invio ai servizi per la PrEP.
I motivi di accesso alla farmacia includevano contraccezione d’emergenza (n=14), PrEP (n=14) e terapia sostitutiva con oppioidi (n=11). Ventotto membri della comunità hanno espresso interesse per la PrEP; 22 hanno accettato un kit di auto‑prelievo, 9 lo hanno restituito e 4 hanno ricevuto la prescrizione della PrEP.
Farmacisti e membri della comunità hanno valutato positivamente il servizio. Le principali barriere identificate includevano la limitata sicurezza iniziale dei farmacisti nell’avviare conversazioni sulla PrEP e la scarsa consapevolezza pubblica della disponibilità della PrEP in farmacia.

Accessibilità e intercettazione dei bisogni

Un aspetto importante emerso dallo studio è che molte consulenze non sono nate da una richiesta diretta degli utenti, ma sono state proposte dal farmacista durante altri servizi, ad esempio la contraccezione d’emergenza o la terapia sostitutiva con oppioidi. Questo mostra come la farmacia possa diventare uno spazio in cui la prevenzione entra nella pratica quotidiana, intercettando bisogni che spesso restano inespressi.

Dal counseling all’avvio del percorso

Circa la metà degli utenti ha manifestato interesse verso la PrEP dopo la consulenza. Tuttavia, il passaggio dalle informazioni all’effettivo avvio del percorso si è rivelato più complesso, con una riduzione progressiva dell’adesione nelle fasi successive, come la restituzione dei kit per autotest e l’inizio della terapia. Questi risultati suggeriscono la presenza di ostacoli organizzativi e pratici, legati soprattutto alla necessità di passaggi multipli tra farmacia e servizi specialistici, che possono influenzare la continuità del percorso assistenziale.

Formazione e competenze professionali

La formazione specifica degli operatori ha mostrato un impatto positivo, migliorando in modo significativo le conoscenze e la sicurezza nel trattare temi legati alla prevenzione dell’HIV. In una prima fase alcuni farmacisti hanno riferito difficoltà nell’avviare la conversazione con gli utenti, per timore di risultare invadenti, ma tali barriere si sono ridotte con l’esperienza e il supporto formativo. Questo conferma l’importanza di programmi strutturati di aggiornamento professionale per integrare stabilmente la prevenzione dell’HIV nella pratica quotidiana della farmacia.

Le farmacie di comunità rappresentano un contesto promettente per l’implementazione di percorsi di sensibilizzazione e invio alla PrEP. Un’estensione su larga scala di successo richiede formazione dei farmacisti, educazione di sanità pubblica e cambiamenti strutturali e di policy a supporto di un accesso più equo e diffuso alla PrEP, anche al di fuori dei servizi specialistici di salute sessuale, al fine di ridurre le disuguaglianze.

 

 

 

Source: Development and implementation of a pharmacy PrEP awareness-raising and referral pathway: acceptability and feasibility of a UK pilot

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